MORENA LIVE | 17 luglio 2022 | Vialfrè, lo Storico Carnevale

Processo

Settimo e ultimo appuntamento live di Morena Stories, domenica 17 luglio a Vialfrè

È la storia del processo al Carnevale: vengono chiamate a testimoniare le persone del luogo, che raccontano come lo spirito del carnevale sia anche lo spirito di Vialfrè.

Una performance che ci farà rivivere il “processo”, elemento essenziale dello storico Carnevale di Vialfrè, ma mettendo sul banco degli imputati il Carnevale stesso: un modo per tornare a vivere le storie, i personaggi, ma anche lo spirito carnevalesco che pervadeva gli abitanti di Vialfrè anche nel resto dell’anno.

LO STORICO CARNEVALE

Il Carnevale di Vialfré è stato in passato una vera e propria rappresentazione di strada, che coinvolgeva tutta la popolazione del paese, prendendo spunto da un fatto abbastanza consueto fino a non molti anni fa, un furtarello da parte di un giovane zingaro. La trama della rappresentazione è molto semplice. Nel giorno del carnevale arriva in paese da fuori un gruppo di zingari; uno di loro, il giovane “Caraco pignataro”, si aggira affamato intorno alla grande pignatta, dove si stanno cuocendo i tipici Fagioli Grassi, poi ruba una “quajetta” (rotolo di lardo aromatizzato usato per insaporire la zuppa) e scappa. La gente grida al ladro e i due Carabinieri lì presenti partono all’inseguimento, tallonati a loro volta dal gruppo degli zingari, che cercano di impedire l’arresto del giovane, e dal resto della popolazione, che vuole invece aiutare i Gendarmi. Dopo un frenetico ed esilarante giro per il centro del paese, il Caraco viene catturato e portato al cospetto del
Generale del Carnevale, che lo deve giudicare. Il Maresciallo, che sostiene l’accusa, addebita al Caraco tutta una serie di fatti successi durante l’anno in paese, approfittando dell’occasione per una bonaria presa in giro dei compaesani, e conclude il suo discorso chiedendo che il reo sia condannato a morte. L’Avvocato, con una arringa appassionata, chiede invece clemenza. Il Generale bonariamente decide che il giovane zingaro, benché passibile della pena di morte, sia condannato a “mangiare fagioli fino che abbia la pancia in rivoluzione, al punto di far rimbombare tutto il paese di Vialfré” e invita tutti ad andare a godere della
Fagiolata.

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