EX STABILIMENTO OLIVETTI

Lo stabilimento di Agliè venne acquistato da parte della Ing. Camillo Olivettti & C. nel 1955 dalla manifattura tessile De Angeli-Frua Spa per produrvi le macchine da scrivere Lettera 22 e Lettera 32. Nel 1987 viena siglata una joint-venture tra Olivetti e Canon (denominata Olivetti-Canon Industriale) che implementò ulteriormente la produzione di fotocopiatrici portando la forza lavoro impiegata a 668 lavoratori nel settembre del 1991 per poi concludersi dieci anni dopo con il disimpegno dell’azienda giapponese.

La storia industriale di Agliè affonda le sue radici nel 1889, cioè 65 anni e 2 guerre prima che Adriano Olivetti comprasse «la fabbrica» per produrre la LETTERA 22.

La storia di una impresa è sempre e prima di tutto una storia di uomini, nel nostro caso di questi 3 uomini: Alberto Blumer (1863 – 1934), Giuseppe Frua (1855 – 1937), Adriano Olivetti (1901 – 1960)

Nella seconda metà del XIX secolo, per volontà dell’imprenditore svizzero Alberto Blumer, ai margini del comune di Agliè sorse uno stabilimento produttivo dedicato alle attività di stamperia e tessitura

E dopo l’era di Blumer, inizia quella di Giuseppe Frua. La famiglia De Angeli-Frua acquistò il complesso nel 1896, mantenendo lo stesso settore di produzione, ma eliminando lo stampaggio a favore di un incremento del numero dei filatoi e generando un aumento della manodopera. Alla morte di De Angeli il suo socio rilevò tutte le attività avviandole verso un’importante fase di ampliamenti che comprendevano servizi per i dipendenti come la mensa, il convitto, il dormitorio e la cappella. Frua, prima di morire, volle dedicare un monumento alle famiglie dei propri dipendenti con questa dedica, dalla quale appare evidente la grandezza d’animo, oltre che dell’imprenditore, dell’uomo Giuseppe Frua

“I forti affetti domestici alimentano l’amore al lavoro, il buon costume, la saggia previdenza; fanno più pure le gioie, più confortati i dolori, più fraterna la convivenza sociale” Il Monumento alla Famiglia 1937

Dopo qualche anno di inattività l’insieme dei fabbricati venne rilevato dalla famiglia Olivetti che riattivò il processo produttivo con macchine da scrivere a tastiera meccanica. Nel 1954, come un lampo corse una notizia in tutto il paese di Agliè: Adriano Olivetti aveva comprato lo Stabilimento per fabbricare la famosa “lettera 22”. L’intervento dell’Ing. Adriano Olivetti fu determinante, anteponendo all’efficienza dei tecnici il beneficio della Comunità; e il progetto della fabbrica Olivetti divenne realtà. La riapertura della fabbrica rappresentò la rinascita economica, sociale e culturale di Agliè, con il rinnovamento degli esercizi commerciali e dei servizi pubblici. Oggi si guarda con nostalgia al complesso industriale ormai vuoto ed inutilizzato, entrato a far parte dell’archeologia industriale e, come tale, bisognoso di valorizzazione nella sua identità storica e culturale.

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